Torna all'indice

Il software è arrivato dopo

A sedici anni avrei detto che volevo fare il programmatore. In realtà volevo solo capire come funzionano le cose. Come ci sono arrivato, da una partita IVA aperta da minorenne a due aziende molto diverse, e perché ho deciso di scriverne.

Se a sedici anni mi avessero chiesto cosa volevo fare da grande, avrei risposto “il programmatore”. In parte è andata davvero così, ma la verità è che programmare non era il punto. Quello che mi ha sempre preso è capire come funzionano le cose, e il software era semplicemente il posto dove potevo aprire il cofano e guardarci dentro senza chiedere il permesso a nessuno.

Ho imparato quasi tutto su Internet. Non quello di adesso, fatto di social e di feed, ma quello dei forum, delle community, delle chat su IRC, delle nottate passate a discutere con gente dall’altra parte del mondo che non avrei mai incontrato di persona. Un posto dove la reputazione te la costruivi piano, e dove imparare voleva dire soprattutto avere il coraggio di fare domande stupide davanti a tutti. È lì che ho iniziato, ed è una cosa a cui devo molto.

La homepage di UbyPro Service, il servizio di hosting e domini che gestivo da ragazzo con Mirko
UbyPro Service, la nostra prima azienda: hosting, domini e tanta incoscienza.

Nel 2010 ero ancora minorenne. Io e Mirko volevamo lavorare nel software e, con la sicurezza che hai solo a quell’età, abbiamo deciso di metterci in proprio. Non avevamo la più pallida idea di cosa volesse dire gestire un’attività, così abbiamo fatto la cosa che ci sembrava più ovvia: aprire una partita IVA individuale e usarla in due. Oggi ci ridiamo su, all’epoca ci sembrava una mossa geniale. Parole come margini, sostenibilità, rischio d’impresa per noi non volevano dire niente; c’era solo la voglia di costruire qualcosa. È finita più o meno come doveva finire, e resta comunque una delle esperienze che mi ha insegnato di più.

Negli anni dopo ho fatto il dipendente, per più di dieci anni. Ho visto le aziende da dentro: i processi, i clienti, i progetti andati bene e quelli finiti a sbattere. È lì che ho capito una cosa che a vent’anni non avrei mai accettato, e cioè che scrivere software è solo un pezzo del lavoro. Le decisioni difficili quasi mai riguardano il codice. Riguardano le persone, i tempi, i compromessi, e chi si prende la responsabilità quando qualcosa va storto.

La homepage di fabricators.ltd, la software house con cui oggi costruisco software su misura per i clienti
fabricators, oggi. Stessa voglia di costruire, un po' più di mestiere.

Poi sono tornato a fare quello che avevo provato da ragazzo, con parecchia esperienza in più e un bel po’ di dogmi in meno. Oggi porto avanti due realtà che sembrano cugine e invece ragionano in modo opposto: una è una software house, costruisce software su misura per i clienti; l’altra sta costruendo un prodotto tutto suo, influencer.camp. Detta così sembra lo stesso mestiere, ma nella pratica ti chiede due teste diverse, e saltare dall’una all’altra ogni giorno è metà della fatica e metà del divertimento.

Ecco perché questo non è un “chi sono”. Non voglio insegnarti a programmare: su Internet trovi gente molto più brava di me a farlo. Quello che posso raccontare è come cambiano le decisioni quando il software smette di essere solo codice e inizia a toccare un prodotto, un’azienda, delle persone in carne e ossa.

Qui gireranno quattro temi: software, prodotto, imprenditoria e community. La parte che mi interessa di più, però, è quello che succede nei punti in cui si toccano: quando una scelta tecnica si porta dietro un intero modello di business, o quando una decisione di prodotto finisce per cambiare il modo in cui lavora un team. Dopo tutti questi anni resto convinto che la cosa più interessante del software siano le persone che lo costruiscono, molto più della tecnologia in sé.

Non so ancora bene dove andrà a finire questo blog, come non sapevo dove sarebbe finita quella partita IVA che aprimmo in due nel 2010. La differenza è che stavolta ho voglia di raccontarlo mentre succede. Se ti va, resta. 👋

Pietro Di Caprio— Pietro · 2026 / 08 / 04

Altre letture

community

Il mio primo GUADEC

GUADEC 2023 a Riga: volontariato, vecchi e nuovi amici, il mio primo talk davanti a una platea così grande, e perché condividere un progetto con una community ne vale la pena.

Leggi 7 min